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Sabucci Cecilia.

A cura del dott. Giovanni Di Braccio.

Cecilia nacque a Tivoli nella seconda metà del XVII d.C. dall'illustre e antica famiglia patrizia tiburtina dei Sabucci.
Figlia di Andrea, sorella del rispettabile avvocato Gaspare, uno dei più gettonati “principi del Foro” nella Curia Pontificia, ella si distinse a cavallo dei due secoli, XVII e XVIII, per la sua incredibile valenza nello studio delle scienze filosofiche e delle arti liberali. Grazie alle finanze paterne poté compiere importanti studi suddivisi in vari campi umanistici e religiosi.


Raffaello Sanzio, cosiddetta Ipazia, Scuola d'Atene, Musei Vaticani.


Dottissima nelle interpretazioni su tematiche teologiche di stampo cristologico, molto in voga nel Regno Papale e nell'Europa riformante-protestante, con Germania e Inghilterra capofila contrapposte agli “Ancien Régime” controriformisti di Francia, Italia e penisola Ispanica. Espertissima conoscitrice della lingua ebraica nonché di quella latina di matrice ecclesiastica, sin da giovane diede prova del suo talento in molte dispute pubbliche, con grandissimo apprezzamento di dotti studiosi della Tivoli del'600. Si narra, da testi ottocenteschi, che fu famosa la sua disamina sulla teologia e filosofia, tenuta presso la chiesa di Santa Maria Maggiore (non è chiaro se si tratti della chiesa tiburtina o della Basilica della Vergine a Roma) vestita in maniera anticonformista, con berretto e toga, simulando gli antichi oratori romani. Il De Zaulis monsignore, nonché biografo della filosofa tiburtina, afferma che questa giovinetta sostenne pubbliche tesi o disamine di filosofia e teologia nei principali eventi dell'Urbe romana seicentesca, argomentando in latino con i più celebri uomini del suo tempo, che stupefatti ammiravano la profondità dell'immenso sapere e l'eleganza nel suo eloquio. D'animo cortese ebbe nella sua vita grandi amicizie con scienziati, letterati, filosofi, monsignori, cardinali e principi, che si affaccendavano nel conoscerla e onorala, per il suo altissimo grado culturale, per i suoi modi virtuosi, umili e accomodanti: la sua semplicità nel vestire la rendeva ancor di più ammirata e lodata.

Le cronache tiburtine ci informano che la Sabucci seppe conservare, fino al momento dell'estinzione terrena, la sua verginità, dedicandosi per tutta la sua vita, anima e corpo, allo studio filosofico e teologico e ciò la rende molto simile, seppur in maniera enormemente inferiore, alla più famosa Ipazia di Alessandria d'Egitto, maestra di filosofia neo-platonica, matematica, astronoma e martire del libero pensiero, assassinata dal predicatore Pietro e la sua banda, istigati del Vescovo cattolico Cirillo d'Alessandria.

I Sabucci.

Sabucci, Sabbucci o Sabbuci come noto sono una nobilissima famiglia, originaria dell'Urbe ma residente a Tivoli dal periodo Rinascimentale.

Nella “Tabula Aurea” della trimillenaria cittadina tiburtina, redatta nel anno del Signore 1721, la famiglia risulta essere annoverata tra le più illustri casate, che avevano goduto l'onore della carica militare di Capomilizia nella Contrada o Rione Castrotevere. Nel 1922 il Casato fu iscritto di diritto nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Romano. Tra i personaggi più elevati nelle cronache storiche vanno elencati, oltre Cecilia, anche Girolamo, militare tiburtino di altissimo grado e il citato avvocato Gastone Sabucci.

E' attribuibile al XVIII secolo la facciata del palazzo nobiliare, sito in piazza Sabucci tra via del Gesù e via del Collegio, dove spicca tra l'altro lo stemma araldico, incorniciato in uno scudo, con al centro un pino che emerge da tre colli, forte richiamo allo Stato Papale romano.

Fonti Bibliografiche

- Gli uomini illustri o degni della memoria della città di Tivoli dalla sua origine ai nostri giorni, Sabucci Cecilia, in Atti e memorie della Soc. tiburtina di storia e d'arte, sede in Villa D'Este Tivoli 1928, pag. 356, 357.
- V. Spreti : I Sabucci, in Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana, Milano 1928, vol. VI. p. 24, colonna I.
- Anonimo : Delle donne Illustri Italiane dal XIII al XIX , Roma Piazza Colonna, p. 207.


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