Benvenuti nel sito ufficiale dell'A.P.S. ArcheoTibur di Tivoli (RM).NUOVO ANNALES VOL. 2 DISPONIBILE

I Leonini : Vincenzo Leonini

a cura del dott. Giovanni Di Braccio.

Vincenzo nacque a Tivoli nel secondo quarto del 1400 d. C. da una nobile famiglia cittadina attestata a partire dal 1300.

I Leonini in origine furono mercantii la cui ascesa fu favorita dal legame con gli Orsini. Giovanni, zio paterno, fu il primo a fregiarsi del titolo di nobilis vir (denominazione feudale per intendere un nobile o un gentiluomo). Suo figlio Angelo fu uno dei capi della fazione orsina di Tivoli, nonché segretario, amministratore e capitano di Virginio Orsini, conte di Tagliacozzo. Saulina, zia paterna, si imparentò con due membri di altrettante nobili famiglie sposando prima Luciano de Cancellariis e poi Clemente Brigante Colonna, Capomilizia della potente famiglia Colonna, difensore di Tivoli contro le minacce straniere, morto nel 1482.

Portale della Chiesa di San Biagio a Tivoli , a destra, in dettaglio,
lo stemma di Vincenzo Leonini
(foto di Giuseppe Cordella).



Figlio di Piero, capo fazione dei Leonini e Giovanna, fu fratello del più illustre Vescovo tiburtino, Angelo Leonini morto nel 1517, di Giovanni, padre di Camillo, vescovo di Tivoli, e di Camilla, sposa di Giovanni Andrea Croce da cui ebbe Marcantonio, vescovo di Tivoli dal 1528 al 1554, e Girolamo, a sua volta padre di Giovanni Andrea, vescovo di Tivoli dal 1554 al 1595.

Vincenzo sposò, con l'altissimo consenso papale, Bartolomea de' Medici, nipote del cardinale Giovanni de' Medici, futuro Pontefice Leone X. Di questo sposalizio vi è testimonianza nell'unione araldica dei due stemmi famigliari: il Leone con la piuma d'oca rappresentante i Leonini e i sei globi, simbolo inequivocabile della potentissima e celeberrima famiglia De' Medici, inquadrati in uno scudo, sormontato da un elmo cavalleresco da parata, che esalta le doti militari del Leonini.

I sopracitati simboli si riscontrano nella chiesa dell'Ordine Domenicano dei Predicatori (San Biagio), nello stipite destro del portale lapideo. Fu proprio in questa chiesa che i due illustri fratelli Leonini, Angelo e Vincenzo, sovvenzionarono un restauro massiccio, in parte demolito nel '700 e nel Secondo Conflitto Mondiale, ponendo all'interno una lapide in memoria dei loro avii e le immagini araldiche poste sullo stipite. Tuttavia un’iscrizione datata 1516 che riguarda Vincenzo Leonini è attestata anche nell'architrave del timpano:

VINCEN. LEONINUS LEONIS PP.X CUSTODIE CAPIATANE. F.F. MDXVI.

L'iscrizione sul portale della Chiesa di San Biagio a Tivoli
(foto di Giuseppe Cordella).


Egli, grazie a Papa Giulio II (Giuliano Della Rovere 1443 - 1513), amico fraterno del fratello Angelo, viene nominato Capitano della Guardia del Corpo Papale nonché Prefetto della Guardia a Cavallo, illustre incarico poi riconfermato dai pontefici Leone X (Giovanni di Lorenzo De' Medici 1475 - 1521), Adriano VI (Adriaan Florenzoon 1459 - 1523) e Clemente VII (Giulio Zanobi di Giuliano De Medici 1478 - 1534).

Le cronache tiburtine narrano che Vincenzo fu talmente legato ed affezionato ai sui concittadini che nel 1525 organizzò a sue spese, per il Giubileo, un “lauto” banchetto in piazza Sant'Eusebio, prospicente alla Chiesa di Santa Maria Maggiore. Ciò è testimoniato dal fatto che circa duemila tiburtini vi parteciparono. Il Leonini cercò, con le armi e le intimidazioni, di porre fine alle guerre fra bande capeggiate dagli Orsini e dai Colonna, cercando valorosamente di difendere la città dai terribili Lanzichenecchi che in precedenza saccheggiarono Roma. Tuttavia, a causa delle continue e perenni lotte fra frazioni, la città fu “violentata” ed occupata per tre volte dalle truppe dell'Imperatore Carlo V nel 1527. Vincenzo muore assieme al nipote Camillo nel 1527, nel giubilo e nella tristezza dell’intera cittadinanza di Tivoli.

Il Leonini lo troviamo anche come donatore della statua (testimoniato nell’iscrizione VINCENZIO LEONINO ) in maiolica, posta nella nicchia dell'altare maggiore della chiesa di San Giovanni Evangelista, rappresentante un San Giovanni anziano riccamente drappeggiato, che tiene tra le due mani una penna da scrittorio, simbolo quest'ultimo posto negli stemmi dei Leonini, a testimonianza di una devozione del Santo Apostolo, scrittore dell'Apocalisse.

La suddetta opera d'arte è convenzionalmente attribuita al maestro fiorentino Andrea Della Robbia (1435 – 1528).



Chiesa di San Giovanni Battista a Tivoli.

Statua di San Giovanni attribuita ad Andrea Della Robbia

(foto di Giuseppe Cordella).


[nota 1] Si riporta il testo delll'iscrizione che ricorda la famiglia Leonini all'interno della Chiesa di San Biagio D.O.M. PETRO LEONINO PIETATE IUSTITIAQVE SINGVLARI IOANNE EVIS CONIVGI CHARITATE AC FIDE CONSPICVAE QVI ANNOS XL. CONCORDISSIME VIXERE PARENTIBVS PIIS ANGELO AVO IOANNI PATRV VIRIS CLARISSIMIS MAIORVMQVE CINERIBUS EX ANTIQVA FAMILIA HOC SACRO COLLECTIS POSTERISQVE ANGELUS EPISCOPVS TIBURTINUS IVLII II. PONT. MAX. ADSISTENS VARII OPEROSISQVELEGATIO NIBVS ALEXANDRO VI. PIO III. IVLOQVE II. SUMM. PONT. PRO SEDE APOSTOLICA HONESTE FVNTVS IN PATRIAM SE ALIQVANDO RECIPIENS HOC MONVMENTVM BENEMERENTIBUS VOTO SACRAVIT ANNO SALVTIS MDVIII. H.M.H.S.

Fonti Bibliografiche:

Arch. di Stato di Roma,Camera Urbis, regg. 279, cc. 24v, 29v; 280, cc. 17v, 18v, 20v, 49v, 51v, 53r; 281, cc. 10v, 13r, 15r; Manoscritti, 144, cc. 232, 233v-234v, 236, 241.

Arch. segreto Vaticano, Armadi I-XVIII, 1443, c. 128v; Armadio XXXIX, tt. 22-26, 28-30, passim; Armadio XL, t. 2, cc. 43R, 110.

Camera apostolica, Diversa Cameralia, 52, c. 218v; 57, c. 198v; 59, c. 182v; 66, c. 166v; ibid., Introitus et Exitus, 546, cc. 120r, 150r, 172v; 548, cc. 130r, 137r, 162v; 551, cc. 117r, 135v.

Archivio Concistoriale,Acta miscellanea, 18, c. 180v; Biblioteca apost. Vaticana, Barb. lat., 1552, cc. 72-75; 4815, cc. 218-219.

J. Burchard,Liber notarum…, II, a cura di E. Celani, in Rer. Ital. Script., 2ª ed., pp. 199, 376.

I Libri commemoriali della Repubblica di Venezia. Regesti, VI, a cura di R. Predelli, Venezia 1904, pp. 42, 44, 76.

G.M. Zappi, "Annali e memorie di Tivoli", a cura di V. Pacifici, Tivoli 1920, pp. III, 119 s.

"Codice diplomatico di Tivoli", a cura di V. Pacifici, Tivoli 1929, pp. VII, XVII, XIX, 188.

B. Dovizi da Bibbiena, "Epistolario", I,1490-1513, a cura di G.L. Moncallero, Firenze 1955.

M. Giustiniani, "De' vescovi e de' governatori di Tivoli", Roma 1665, pp. 58-61.

F. Marzi, "Historia ampliata di Tivoli", Roma 1665, pp. 59-61, 231.

G.C. Crocchiante, "L'istoria delle chiese della città di Tivoli", Roma 1726, pp. 17, 96 s., 168, 232.

F. Bulgarini, "Notizie storiche antiquarie statistiche ed agronomiche intorno all'antichissima città di Tivoli e suo territorio", Roma 1848, pp. 38, 45, 51.

G. Cascioli, "Nuova serie dei vescovi di Tivoli", in Atti e memorie della Soc. tiburtina di storia e d'arte, VIII (1928), pp. 296-305, 310 s.

S. Carocci, "Tivoli nel basso Medioevo. Società cittadina ed economia agraria", Roma 1988, pp. 79, 85.


Questo articolo è protetto dalla Legge sul diritto d’autore. Proprietari del Copyright sono l’A.P.S. ArcheoTibur e l’autore. È vietata ogni duplicazione, anche parziale, non autorizzata.